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MOTTA La storica piazzetta cambierà nome: residenti all’oscuro. L’assessore Gargan: «Scelta oculata»
Borgo Aleandro: la furia dell’architetto
Alfonso Vesentini: «Vogliono cambiare il volto a un luogo tutelato»

Giovedì 1 Luglio 2010,
MOTTA DI LIVENZA - (g.r.) Il comune di Motta vuole piazzare un nuovo monumento nella piazzetta di Borgo Aleandro, ex Borgo degli Angeli, cambiandone la toponomastica. Un professionista che lavora nell'area non ci sta e non le manda a dire. Con una lettera al sindaco Paolo Speranzon, l'architetto Alfonso Vesentini, con studio in Borgo Aleandro, sfoga la propria rabbia. «Prendo atto della scelta di intervenire sulle vecchie scuole elementari, ponendovi un monumento e cambiando l'indirizzo - spiega - ma l’idea di cambiare nome alla storica piazzetta di "Borgo Aleandro" è passata sopra le nostre teste. I promotori del progetto hanno saputo scegliere un'area suggestiva, ma ignorandone l'origine. Solo l’assessore Giampaolo Gargan - tuona Vesentini - mi ha informato della questione. In passato per questo edificio, venduto dall’amministrazione a un’impresa privata, era prevista la demolizione con costruzione di appartamenti. All'epoca Nico Martini e Gianni Capovilla si prodigarono, ottenendo il vincolo conservativo della Soprintendenza. Forse gli assessori non conoscono la storia del sito? Questo era il primo nucleo di Motta con la chiesa ed il campo santo di cui resta il muro di recinzione. Il mio interessamento con l'acquisizione e il piano di recupero ha restituito alla città parte delle proprie radici. Sarebbe stato opportuno mettermi al corrente del cambio di indirizzo, dell’idea di collocarvi un monumento (su cui avrei parecchio da dire) e degli altri progetti su un sito che ho contribuito a conservare e migliorare. I miei dubbi - conclude l’architetto - sono gli stessi degli altri residenti in Borgo Aleandro». Di fuoco la replica dell’assessore Gargan : «Quello è suolo pubblico. Abbiamo chiesto il parere alla Sovrintendenza che stiamo attendendo. L’amministrazione è al servizio della gente, ma non deve chiedere a ogni singolo cittadino della piazzetta se gli piace il nuovo nome».
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