
Paolo Navarro Dina
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| | Giovedì 26 Novembre 2009, | Per lannuncio "solenne" ha scelto la mansarda di Feliciano Benvenuti, giurista "principe" del Foro lagunare, grande intellettuale, e profondamente veneziano, scomparso dieci anni fa. Qui tra i libri di "Digesto" e i volumi sullordinamento giuridico italiano e, un più prosaico, "calcetto balilla", lavvocato Giorgio Orsoni, 62 anni, ha fatto il "grande passo", annunciando - primo fra tutti - di "aver sciolto ogni riserva e di essere disponibile a gareggiare come candidato sindaco alle prossime Amministrative per una coalizione che potrà unire il centrosinistra uscente, larea ambientalista spingendosi fino ai centristi dellUdc e alle liste civiche». E ci ha pensato proprio Orsoni a fugare ogni dubbio: «É arrivato il momento di dire qualcosa - ha chiosato - visto che il mio nome è più volte comparso dopo che era stato lanciato dal sindaco Cacciari e da una vasta area del centrosinistra. É stata una cosa che mi ha fatto molto piacere. Metto la mia esperienza a disposizione della città». Tutto facile? Chissà. Allorizzonte cè soprattutto la questione delle Primarie in seno al Partito Democratico. E qui, per un partito "poliedrico" come il Pd, ci sarà il primo vero banco di prova per Orsoni. Ma lavvocato non fa una grinza: «Non sono io a deciderle di farle o non farle - ha detto - Non sono un "mostro" dal quale fuggire. Si tratta di un momento importante di confronto e di arricchimento. Non devono essere momento di divisione, ma di crescita comune. Non ci si può sottrarre ad una consultazione pre-elettorale, una volta decisa». Nessun dribbling, quindi. Ma al di là delle primarie, Orsoni non si tira indietro, anzi. In alcuni tratti pare quasi aver già assunto il ruolo di "primo cittadino". Piccoli dettagli per un uomo con un passato di assessore nella giunta di Paolo Costa. E soprattutto con la necessità di lanciare la propria immagine in terraferma più che a Venezia. «Vorrei ricordare - ha sottolineato - che ho trascorso la mia infanzia in terraferma e che quindi sono affezionato a Mestre così come alla città dacqua». Ma al di là dellamarcord, Orsoni ha voluto indicare la propria "linea": «Voglio dare la massima attenzione a tutte le realtà della nostra città: Venezia, Mestre e Marghera. Un ciclo della politica si va esaurendo, e bisogna cogliere i segnali del nuovo. Occorre un progetto che sappa cogliere gli elementi di eco-sostenibilità di questarea su ogni scelta da fare. Vuol dire tener conto del contesto cittadino complesso, di cercare un metodo di governo della città attraverso la condivisione e anche ladozione di una forma di "consulta" tra enti, categorie e società. Alla base di un mandato come questo ci deve essere l«ascolto» e su questo una parte importante la dovranno giocare i giovani. La mia squadra sarà fatta almeno al 50 per cento di quarantenni». E poi i temi della città metropolitana, la qualità della vita, la riqualificazione urbana di Mestre e di Marghera. «E un punto su tutti: la riscrittura di una nuova Legge speciale che metta il Comune al centro dellazione di gestione». E le alleanze? Orsoni ha parole ecumeniche: «Siamo aperti a tutte le esperienze, basta sedersi ad un tavolo e trovare punti di confronto e di dialogo». Messaggio chiaro a tutti soprattutto alla sinistra radicale. «Io mi metto a disposizione, mi metto in gioco». Avvocato chi si augura dallaltra parte, nel centrodestra? Brunetta? «Insomma, non mi posso scegliere gli avversari. Sarebbe troppo». © riproduzione riservata
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