HomePage



Marted́ 2 Febbraio 2010,
L’incontro è stato cordiale. E qualcuno si è spinto anche più in là condividendo non tanto la linea politica - noblesse oblige - ma almeno gli intendimenti e i propositi. Insomma, è presto per una scelta di campo, ma almeno è stato avviato un dialogo. Da una parte il consiglio direttivo della Confartigianato di Venezia, dall’altra il ministro e candidato sindaco per il centrodestra, Renato Brunetta. E di certo, almeno su un punto, non capita molto spesso che un rappresentante del Governo faccia capolino nella sede degli artigiani a San Lio. Ma così è stato. E il dialogo è proseguito - a metà strada tra l’italiano e il dialetto, tanto per intendarse - con il ministro che da un lato ha spiegato la propria piattaforma elettorale basando sul progetto della "Grande Venezia", dall’altra gli artigiani guidati dal presidente Gilberto Dal Corso e dal segretario Gianni De Checchi. «Abbiamo ascoltato il ministro-candidato - ha detto De Checchi - senza pregiudizi nè pregiudiziali e tantomeno preconcetti, ma ovviamente non vi è stata alcuna scelta di campo, ma vediamo nei progetti di Brunetta segnali di cambiamento. Avremo per i due candidati massimo impegno e massima attenzione. Al ministro abbiamo chiesto di specificare meglio alcuni punti centrali per gli artigiani come la questione sgravi».
      Ma tra un incontro con gli artigiani e un altro con gli industriali, il ministro Brunetta rilancia anche sul fronte delle Olimpiadi 2020. «Le Olimpiadi sono una grande occasione per Venezia e per il Nordest - dice Brinetta - Tra l’altro le Olimpiadi si terranno nel 2020 e potrebbero essere l’evento conclusivo di un decennio straordinario, quello del mio mandato da sindaco dal 2010 al 2020, inframezzato inoltre dall’Expo di Milano del 2015». Il ragionamento di Brunetta è il seguente: per essere «credibili», e quindi per avere chance nell’ottenere la candidatura italiana, bisogna dare «segnali di inversione di rotta»: «Si vincono le Olimpiadi se si dimostra che Venezia vuole cambiare, rilanciare la sua presenza internazionale, essere protagonista». Il ministro precisa: «Nessuna acrimonia nei confronti di Roma, però Roma ha già avuto le Olimpiadi e Venezia no». Fino ai primi di marzo c’è tempo per presentare i progetti, poi ci saranno le elezioni ed è su questo che il ministro-candidato sindato punta: «Olimpiadi vuol dire Quadrante di Tessera. E bisogna dire sì subito, senza tentennamenti. Se qualcuno vuole portarlo in tribunale, come ha annunciato Bettin, vuol dire niente Olimpiadi. Ma anche niente Expo. Quindi cosa pensa di fare il mio gentile avversario con i rossoverdi? Senza il Quadrante di Tessera non si fanno le Olimpiadi e il Quadrante i rossoverdi non lo vogliono». L’idea di Brunetta è anche di agganciare l’Expo ai Giochi: «Ho già parlato con il sindaco di Milano Moratti e con il governatore della Lombardia Formigoni per trovare una partecipazione di Venezia all’Expo del 2015: al di là dei flussi indotti, possono esserci azioni per una complementarietà. Si tratta di pianificare assieme». Ecco perché Brunetta insiste: «Il futuro si gioca con queste elezioni e con le decisioni nazionali». Certo, il processo decisionale è ancora lungo, «ma avere un sindaco forte, catalizzatore di un progetto innovatore, un sindaco-ministro che perora la causa di Venezia con un programma che dice Tessera, espansione del porto, dell’aeroporto e poi Mose e Corridoio 5, beh, è la grande occasione temporale».
      © riproduzione riservata