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IL PROGETTO
Scrat, lo scoiattolo trevigiano vola nello spazio

Giovedì 24 Dicembre 2009,
Si chiama Scrat, ma non è lo scoiattolo-star dei film dell’Era Glaciale. Forse una star lo diventerà. Per ora, Scrat è un esperimento di ingegneria aerospaziale: sarà un micropropulsore ad aria. Al momento è “solo” un’idea. Vincente però: perché questo progetto, firmato da sei studenti e un dottorando dell’università di Padova, avrà un posto sul pallone stratosferico “Bexus”.
      Un mezzo di eccezione, finanziato dall’agenzia spaziale europea e da quella svedese. Che hanno selezionato le idee più meritevoli degli studenti di tutta Europa. Non è stata una passeggiata. E il team dell’ateneo è riuscito a imporsi. Insieme a un progetto “gemello”, che troverà spazio sul missile “Rexus”.
      Data del lancio: ottobre 2010. Gli studenti hanno giusto il tempo per realizzarlo: «Puntiamo a un prodotto economico e compatto. Poi, grazie al pallone Bexus, potremo testarne l’efficacia», spiega il capo-progetto, Marco Chiaradia. È trevigiano. Ha ventidue anni. E l’età dei suoi colleghi non è molto diversa. «I finanziamenti ci sono -spiega Chiaradia- ma siamo alla ricerca di altri sponsor per poter andare tutti in Svezia a seguire il progetto».