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AUTO
Torna la mitica Due Cavalli
Citroen la presenterà al salone di Francoforte con un nuovo look

Giovedì 10 Settembre 2009,
Roma
      Con una foto ufficiale, Citroen ha anticipato la prima immagine di quella che la Casa francese definisce «la sorpresa per il Salone dell'Auto di Francoforte», che verrà presentata il 15 settembre, nel corso di una conferenza stampa, dal direttore generale della Citroen Frederic Banzet. L'erede della intramontabile DueCavalli quindi, opportunamente rivisitata nel look e adeguata alla nuova tecnologia, potrebbe tornare sulle strade dopo vent'anni dalla sua uscita di scena. Di certo sarebbe un ritorno gradito per i nostalgici dell'utilitaria simpatica e 'passe partout' che la Casa francese iniziò a progettare a metà degli anni '30 per sbarcare nel mercato delle utilitarie a basso costo. Il nome di partenza era 'Toute petite Citroen', tramutato in DueCavalli già al suo debutto ufficiale, il 7 ottobre del 1948, al Salone di Parigi. Da allora, e fino al '90 - quando uscì di scena soffrendo le norme antinquinamento, i crash test e altre disposizioni in materia di sicurezza - la DueCavalli ha attraversato la storia dell'automobile e la storia del costume divenendo, di volta in volta, segno dei tempi e delle situazioni.
      Grazie alla sua concezione semplice, un pò spartana e poco dispendiosa ma in grado di riunire le ultime evoluzioni tecnologiche dell'epoca, la 2CV ha rivoluzionato l'industria automobilistica, inaugurando l'era delle vetture poco costose, popolari e polivalenti.
      Nessuno immaginava che l'utilitaria essenziale voluta dal direttore generale di Citroen, Pierre Boulanger, per «portare due contadini in zoccoli e cinquanta chili di patate a una velocità massima di 60 km/h e con un consumo di tre litri per 100 chilometri» potesse incontrare un successo tanto travolgente presso il pubblico di tutto il mondo, in particolare la 'beat generation' e il mondo femminile.
      Dal 1948 al 1990 ne vennero prodotti oltre cinque milioni di esemplari tra berline e camionette, lasciando nel frattempo spazio, negli anni Settanta, alla Dyane, diretta discendente della 2CV che ebbe poco successo all'estero ma molto in Italia, con 450.000 modelli venduti.
      Oltre che per le sue particolari caratteristiche, la 2CV divenne famosa presso il pubblico grazie alla sua comparsa in innumerevoli film di successo, tra cui un episodio di James Bond o ancora «American Graffiti», «La vendetta della Pantera Rosa» e «Alla rivoluzione sulla Due Cavalli». Anche Claudio Baglioni contribuì ad alimentare il mito della Citroen 2CV, da lui ribattezzata Camilla, compagna di viaggi e di canzoni. E quando la sua casa discografica, la Rca, nel 1973 gli affidò l'arduo compito di un album di successo che replicasse quello di «Questo piccolo grande amore», il cantautore romano si affidò alla sua utilitaria gialla, che campeggiava anche sulla copertina del 33 «Gira che ti rigira amore bello», con i suoi brani di viaggi e di amori, all'interno dei quali si potevano ascoltare anche i suoni di Camilla: del motore, della messa in moto, dell'autoradio e della portiera.