
Il poeta mottense Fabio Franzin ha vinto la IX edizione del Premio Pascoli: sabato la premiazione Il dialetto trevigiano sfonda in Romagna La giuria ha assegnato il riconoscimento a "Fabrica", la sua più recente pubblicazione |
| | Giovedì 3 Settembre 2009, | Treviso Scrive in dialetto trevigiano il vincitore della 9. edizione del Premio Pascoli di poesia. È Fabio Franzin e col volume "Fabrica" si è aggiudicato la sezione dialettale. Il premio nella sezione in lingua italiana è stato invece assegnato a Jolanda Insana, per il volume Frammenti di un oratorio. A stabilire questo responso è stata la giuria composta da: Andrea Battistini, (presidente), Franco Brevini, Gualtiero De Santi, Claudio Marabini, Piero Meldini e Gianfranco Miro Gori. La giuria è giunta a queste conclusioni dopo avere vagliato 158 opere partecipanti (139 in lingua, 19 in dialetto). Entrambi i vincitori saranno nella casa natale del poeta a ritirare il premio sabato 5 settembre alle 21,30 a San Mauro Pascoli (Forlì-Cesena). A bandire il premio Pascoli è lassociazione Sammauroindustria, nata dallunione dellamministrazione comunale con i principali imprenditori di San Mauro Pascoli (Casadei, Cercal, Ivas, Sergio Rossi, Pollini, Tgp, Vicini). Associazione nata soprattutto con lobiettivo di valorizzare la memoria e lopera del poeta di San Mauro, Giovanni Pascoli. Di qui la nascita di questo ambizioso premio letterario, definito da più parti il Campiello della Romagna, giunto alla 9. edizione. Un premio suddiviso in due sezioni: premio nazionale per una raccolta edita di poesie in lingua italiana e premio nazionale per una raccolta edita in dialetto. A questi due si aggiunge un premio internazionale alla carriera a cadenza biennale a un poeta di spiccato valore mondiale. Negli anni passati tra i vincitori vanno segnalati: Mario Luzi, Giovanni Giudici, Yves Bonnefoy e Adonis. Per quanto riguarda la sezione dialettale, sono stati 19 gli autori partecipanti. La giuria, dopo aver ristretto la rosa a tre nomi (Gian Citton, Carles Demartis e Fabio Franzin) ha selezionato a maggioranza lopera di Fabio Franzini con Fabrica. Questa la motivazione: «Esempio rilevante di un interlinguismo che lega litaliano a una variante del dialetto veneto-trevigiano utilizzata a Motta di Livenza. Fabio Franzin ha raggiunto con Fabrica un grado di maturità attestata in primo luogo dallargomento dei suoi versi, la condizione operaia al giorno doggi. "Pòri operai" titola significativamente il lungo testo centrale: tema drammatico, ma affrontato su registri di rigore e severità, e con un linguaggio che, pur mantenendo le ampie legature vocali e la pastosità di un dialetto di per sé musicale, opera sul piano della contaminazione lessicale e fonica e con uno sperimentalismo che punta al dato effettuale della materia. In ciò Fabrica mette in archivio le corde del canto e della nostalgia e avvia a una nuova stagione della poesia neo-volgare italiana. Nelle passate edizioni in questa sezione il premio era stato assegnato a Franco Loi (2001), Leo Maltoni (2002), Tolmino Baldassari (2003), Assunta Finiguerra (2004), Piero Marelli (2005), Gianni Fucci e Giovanni Nadiani (2006) ex aequo, Ettore Baraldi (2007), Achille Serrao (2008).
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