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L’associazione Vas rilancia il numero verde per denunciare i pirati che con le loro barche distruggono la laguna
Contro il moto ondoso chiamate 800866158

Sabato 20 Giugno 2009,
Gli appelli alla civiltà lanciati dalle istituzioni a chi si ostina ad utilizzare la laguna come un autodromo continuano a restare lettera morta. Il problema lo vediamo tutti i giorni soprattutto sui canali che circondano la città. In quei punti (Bacino San Marco, Canale delle Navi e dei Marani, canale della Giudecca e tutta la zona tra San Giobbe e l’ospedale Civile) ci sono centinaia di barche che sfrecciano producendo una quantità di onde che continuamente danneggiano le fondamenta della città e il delicato ecosistema della laguna. Anche se le forze dell’ordine si accaniscono soprattutto sui diportisti nei fine settimana, chi fa più danni sono le imbarcazioni da trasporto: taxi, motoscafi da noleggio, lancioni granturismo e topi per il trasporto di merci. Queste barche sfrecciano regolarmente impunite.
      È anche per questo che l’associazione onlus Vas (Verdi Ambiente e Società) ha rilanciato il numero verde per segnalare casi di inquinamento delle acque, di incuria, di cementificazione selvaggia delle coste e di "aggressioni" al territorio. L'iniziativa è promossa nell'ambito della campagna nazionale "Diritti al mare, Diritti del mare" promossa in collaborazione con il Comando Generale delle Capitanerie di porto.
      Il numero verde da chiamare è il seguente: 800.866158. Le denunce saranno poi inoltrate alle autorità competenti. L’associazione Vas invita a segnalare anche tutti i casi di mancato rispetto delle regole della navigazione nella laguna di Venezia, sempre più spesso trasformata in un’autostrada per natanti di grande stazza che corrono vero il mare aperto creando gravi fenomeni di moto ondoso, per fermare il quale sarebbero necessari maggior controlli.
      «Da anni Vas, assieme alle associazioni sportive - si legge in una nota della Onlus - denuncia la drammatica situazione esistente, dove nemmeno gravi e mortali incidenti hanno convinto le autorità a programmare un serio controllo acqueo per prevenire comportamenti incivili e distruttivi».