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Negli studi milanesi di Mauro Pagani si sta registrando "Domani", canzone a più voci con la partecipazione di una quarantina di artisti tra cui Ligabue, Jovanotti, Nek, Laura Pausini e Tiziano Ferro
La musica italiana si mobilita con un disco e un concerto
Nel 1985 il precedente con "Volare" realizzato per l’Africa:
da Fabrizio De André a Vasco Rossi, ma con scarsi risultati

Mercoledì 22 Aprile 2009,
di Giò Alajmo
     
     
      La musica italiana si mobilita per l’Abruzzo colpito dal terremoto. Dopo Madonna che ha promesso di inviare a Pacentro, terra dei suoi avi, mezzo milione di dollari, la nazionale cantanti che ha subito offerto l’incasso del suo incontro del 12 aprile, e Biagio Antonacci che ha devoluto l’incasso del concerto previsto la sera dopo il sisma, la mobilitazione di solidarietà coinvolge ora l’intero mondo musicale pop italiano con un concerto che si svolgerà al Palasharp di Milano il 28 aprile, e soprattutto un disco che si sta realizzando proprio in questi giorni negli studi "Officine meccaniche" di Mauro Pagani nel capoluogo lombardo.
      Al concerto del 28, organizzato da Franz Di Cioccio della Pfm, hanno dato la loro adesione Roberto Vecchioni, Francesco Renga, Daniele Silvestri, Afterhours, Le Vibrazioni, Cristiano De André, Luca Barbarossa, Tony Levin Stickmen Trio, Tullio De Piscopo, Mauro Pagani, Eugenio Finardi, Francesco Baccini, Giò Di Tonno, Michele Zarrillo, Mariella Nava, La Leggenda New Trolls, Osanna, LatteMiele, Max Manfredi, Carlo Marrale (ex Matia Bazar), Claudio Rocchi, Danilo Amerio, Ania, Les Soers Tribales, Andrea Mirò, Marco Carena, Luca Dirisio, La Differenza, Gatto Panceri, Pino Scotto, ma altri nomi dovrebbero aggiungersi.
      Ma di grande rilievo è anche la registrazione della canzone che si sta effettuando a Milano e che coinvolge il Gotha della musica italiana: «Dovrebbero esserci quasi tutti - dice Nek che ha lasciato in tutta fretta Jesolo al termine del suo applaudito concerto di lunedì sera per correre a Milano e fare la sua parte e poi correre a Udine per il concerto di ieri sera - da Laura Pausini a Tiziano Ferro, Jovanotti, Ligabue, Negramaro, Vasco, una sessantina di artisti riuniti per cantare e registrare un video».
      La canzone - titolo "Domani" è un adattamento della canzone scritta nel 2003 da Mauro Pagani dopo che la prima scelta, una traduzione italiana di "Hallelujah" di Leonard Cohen proposta da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro non aveva avuto il nulla osta dell’artista canadese. "Domani" sarà ridepositato alla Siae nella nuova versione, in maniera che tutti i diritti vadano all’Abruzzo. La canzone sarà proposta in downloading verso il 10 maggio e unita a un libro (realizzato dallo scrittore Paolo Giordano) che documenta l’evento.
      La tradizione delle canzoni di solidarietà ha avuto il suo momento di maggior clamore a partire dal 1984 quando Bob Geldof unì le rockstar britanniche nella Band Aid per incidere "Do they know it’s Christmas time?" destinato a combattere la carestia in Africa, a cui gli americani replicarono con "We are the world" e il progetto "Usa for Africa". David Zard si impegnò per relizzare un progetto simile con i cantanti italiani, riunendone un gran numero (fra cui Fabrizio De Andrè e Vasco Rossi), per incidere "Volare", ma poi, quando si trattò di realizzare "Live Aid" nel luglio 1985, in Italia non si trovò l’accordo necessario per un concerto parallelo.
      Il primo grande evento benefico della storia rock si fa però risalire al concerto (e disco) realizzato da George Harrison nel 1971 dopo l’alluvione in Bangla Desh. "Concert for Bangla Desh" vide in scena una superband guidata da Harrison e Eric Clapton, con Ringo Starr alla batteria e interventi di Leon Russell, Ravi Shankar, Billy Preston soprattutto il ritorno sulle scene americane di Bob Dylan.
      Dischi e concerti benefici si sono susseguiti per l’Armenia, il Sudafrica oppresso dall’apartheid, la crisi dei contadini americani, fino al nuovo "Live Eight" che ha visto musicisti esibirsi contemporaneamente sui palchi di mezzo mondo, e l’ultima riunione dei Pink Floyd riappacificatisi per una sera "per un motivo più importante dei nostri dissapori", come dissero.
      Nel disco non ci sarà Vasco Rossi, impegnato con il concerto del 1. maggio e che ha versato 100mila euro all’associazione per gli orfani dei figli dei morti sul lavoro, ma in Italia il progetto di Pagani, che riunirà Jovanotti, Elisa, Ligabue, Laura Pausini, Gianna Nannini, Giorgia, Claudio Baglioni, Tiziano Ferro, Elisa, Franco Battiato, Cesare Cremonini, Francesco Renga, Piero Pelù, Gianluca Grignani, Morgan, Carmen Consoli, Nek, Luca Carboni, Elio e le Storie Tese, Giusy Ferreri, Antonello Venditti, Fabri Fibra, J-Ax, Max Pezzali, Caparezza, Al Bano, Massimo Ranieri, Samuele Bersani, Pacifico, Mango, Ron, Roy Paci, Frankie Hi-Nrg, i Negramaro, ai quali dovrebbe unirsi anche Ivano Fossati, e molti altri, chi nel coro chi a cantare qualche misura del brano, è certamente l’operazione più rilevante dai tempi di quel famoso "Volare" del 1985, le voci alternate su una base elettronica, molto pop-disco, che fu alla fine - va detto - un flop clamoroso.
      Pagani riuscì già nel 1979, in tempi difficili, a riunire l’intero panorama rock italiano in un concerto dedicato a Demetrio Stratos che doveva sostenerne le cure per l’anemia aplastica ma che divenne un ultimo omaggio alla voce degli Area che morì a soli 34 anni proprio il giorno prima.