
| | Domenica 5 Aprile 2009, | BORSO DEL GRAPPA - La Soprintendenza ha imposto lo stop alla pista da motocross a Cassanego. Quella zona è vincolata, ad alto pregio naturalistico e quindi niente motori, niente rumori. Il provvedimento è giunto laltro giorno in Comune a Borso del Grappa ed ora lamministrazione comunale ha la possibilità di fare ricorso al Tar regionale. Nel frattempo però, esulta il comitato per la tutela del Massiccio del Grappa contro lapertura della pista da motocross, presieduto dallavvocato Roberto Cecchini e fondato insieme a Gianni Raccanello. Infatti è sorto proprio per contrastare il provvedimento con il quale il Comune di Borso, qualche mese fa, aveva autorizzato lassociazione sportiva dilettantistica Live Motocross team di utilizzare la pista e realizzare lavori di messa a norma compreso un fabbricato e parcheggi. Il tutto in unarea in via Cassanego a SantEulalia di Borso del Grappa dove diversi anni fa era stata ricavata proprio una pista da cross e poi dismessa. Il Comune di Borso ha rilasciato lautorizzazione usufruire quellarea per lattività di motocross (anche se poco lontano a Crespano cè unaltra pista da cross). Una decisione che ha creato sconcerto, incredulità ed amarezza (particolarmente forte un intervento del settimanale diocesano La Vita del Popolo qualche settimana fa sullargomento) proprio per la particolarità che ha questa zona. In questo contesto è sorto il comitato che nel giro di pochi giorni ha raccolto un centinaio di firme. Quindi lavv. Cecchini insieme a Raccanello e con lausilio dellarch. Todesco, hanno presentato, poco più di un mese fa, un puntuale e puntiglioso esposto proprio alla Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici del Veneto. Laltro giorno la risposta chiara con la quale si annulla il provvedimento rilasciato dal Comune di Borso del Grappa.
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