
GENITORI SUL PIEDE DI GUERRA
| | «I sindaci hanno preso sotto gamba il problema» |
| | Mercoledì 1 Aprile 2009, | Feltre La questione della paventata chiusura delle scuole elementari di Foen a Feltre e di Arten a Fonzaso ha innescato un dibattito acceso. E qualche genitore punta il dito sui sindaci che, quando i sindacati lanciarono le prime grida di allarme, non diedero peso alle loro parole e sui politici, autori delle leggi che poi lUfficio scolastico provinciale deve mettere in pratica. «Ancora in autunno i sindacati della scuola bellunese dissero chiaro e forte che, in seguito ai tagli Gelmini-Tremonti, diverse scuole della nostra provincia rischiavano la chiusura; gli stessi sindacati promossero anche un incontro con gli amministratori locali per discutere la situazione e concordare eventuali iniziative comuni. L'incontro fu disertato da gran parte dei sindaci e amministratori, molti dei quali, anzi, affermarono con irridente sicumera che si trattava di allarmismi infondati e che nessuna scuola bellunese sarebbe stata toccata. Oggi apprendiamo dai giornali che le scuole di Arten, Foen e molte altre sono state messe in discussione e gli amministratori che avevano snobbato il problema ora strillano e puntano l'indice contro l'Ufficio scolastico provinciale. Il fatto è che, come tutti dovrebbero sapere, l'Ufficio scolastico provinciale non fa le leggi, si limita ad applicarle: le leggi, infatti, le fanno i deputati e i senatori. Anche la legge finanziaria che taglia senza misericordia la scuola è stata votata e approvata da deputati e senatori, che spesso con parole entusiastiche hanno elogiato la riforma Gelmini. Spero vivamente che le scuole di Foen, Arten e tutte le altre possano sopravvivere, ma deve essere chiara una cosa: in base alle leggi approvate con questo governo, nel prossimo anno scolastico anche in provincia di Belluno ci saranno meno insegnanti (soprattutto alle elementari), meno ore di scuola (soprattutto alle medie) e classi con un maggiore numero di alunni (soprattutto alle superiori), il che significa, insomma, meno scuola per tutti: sfido chiunque (dati alla mano) ad affermare il contrario».
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