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Il 25 febbraio a Palazzo Belgrado
Bambini, campagna
anti psicofarmaci
«La vivacità non è una malattia»

Domenica 22 Febbraio 2009,
No agli psicofarmaci ai bambini vivaci, no all’esistenza di una patologia specifica chiamata Adhd, ovvero disturbo da deficit di attenzione e iperattività. E, soprattutto, no all’introduzione nelle scuole italiane di test per effettuare screening di massa. Sono questi i no secchi che i promotori della campagna nazionale “Perché non accada”, porteranno anche a Udine, il 25 febbraio, nel salone del consiglio di Palazzo Belgrado.
      L'evento, organizzato dall'Istituto di Ricerca di Clinica Psicanalitica-Scienza della Parola di Udine, con il sostegno di Provincia e Regione, aperto a genitori, insegnanti e interessati, si propone di informare sull’introduzione del Ritalin nel prontuario farmaceutico italiano e sulla sua somministrazione ai bambini. Perché non accada, come succede in molti altri Paesi, che i bambini, già da piccolissimi, vengano schedati e imbottiti di psicofarmaci, ecco la richiesta al presidente Renzo Tondo di predisporre una legge che vieti i test a scuola, come già avvenuto in Piemonte.
      Ma qual è la situazione nel nostro Paese? «I dati ufficiali, forniti dall’istituto superiore di sanità, sono abbastanza rassicuranti – commenta il dottor Roberto Cestari, direttore scientifico della campagna - Non c’è stata l’escalation registrata in altre realtà e i bambini sotto terapia farmacologica sono solo alcune centinaia».
      Ma i segnali d’allarme non sono trascurabili. «Ci sono casi, anche qui, di screening effettuati su bambini del nido o delle scuole materne, con insegnati formati a leggere dei comportamenti attraverso delle griglie prive di valore scientifico, con domande del tipo “spesso non sembra ascoltare quel che gli viene detto” – aggiunge Giovanni Tagliapietra, psicanalista - serve una campagna di informazione, che sta già dando i suoi frutti: in due anni la somministrazione di farmaci è calata del 30%».
      Ao genitori e agli insegnanti di bambini che appaiano particolarmente vivaci o distratti, i promotori della campagna danno altri consigli. «Ammesso che un bambino sia veramente incontenibile tanto da diventare un serio problema – suggerisce Cestari – è opportuno indagare le cause alla base del comportamento, che possono essere ambientali, sociali, di relazione o familiari».
      Il tuto, incanalando le energie in qualcosa di produttivo. «Ero e sono una bambina estremamente vivace – testimonia Elisabetta Armiato, etoile del Teatro alla scala e madrina della campagna –. Quella volta si diceva che era un dono, che si aveva l’argento vivo addosso; ora sembra una malattia da curare e sedare. Se a questi bambini venissero offerti gli stessi strumenti artistici e culturali allora potremmo avere i leader di domani; altrimenti una generazione di zombie, completamente spenti».