
Beppino Englaro: «Rifiutare terapie salvavita non è eutanasia, ma lasciare che la natura compia il suo corso»
| Testamento biologico, migliaia in piazza
| | Per protestare contro lipotesi di una legge che limiti la libertà personale |
| | Domenica 22 Febbraio 2009, | Roma Una piazza Farnese piena. Composta e attenta. Che per più di tre ore ha ascoltato e applaudito le ragioni di chi contesta il disegno di legge sul testamento biologico ora al vaglio del Senato. Alcune migliaia di persone hanno risposto all'invito della rivista 'Micromega' a scendere in piazza per difendere «il diritto di scegliere» sul fine vita. E hanno sostenuto con molti applausi Beppino Englaro, intervenuto in collegamento telefonico, per dire che «le battaglie per la libertà hanno un prezzo», e vanno combattute «fino in fondo». Sul palco, a dare il senso della manifestazione, campeggiava la scritta «sì al testamento biologico, no alla tortura di Stato». Una «barbarie» ha ribadito Beppino Englaro, introdurre l'obbligo dell'alimentazione e idratazione artificiale. Nessuno «può obbligare gli altri a vivere senza limiti» ha aggiunto, convinto che, se dovesse rendersi necessario un referendum, «gli italiani non si lasceranno imporre una legge del genere». In piazza anche Sinistra democratica, il Prc, i Radicali e l'Italia dei Valori (ringraziata da Paolo Flores D'Arcais per aver messo a disposizione «le sue struttre e i suoi militanti per questo momento di protesta contro il governo Berlusconi»). Da parte sua, il leader dell'Idv Antonio Di Pietro ha detto che «questo è un momento caldo per la laicità dello Stato che va affrontato con gli antibiotici». La piazza è stata rigorosamente senza insegne di partito. Qua e là, però, sono comparsi cartelli contro il Vaticano e contro il Papa: «Fuori il Papa dalla storia»; «Basta Papa». E l'ingerenza del Vaticano è stata più volte citata negli interventi, a partire da quello di Andrea Camilleri: «Il Vaticano, cui Berlusconi si inchina prono, ha partecipato alla stesura della legge in 'magna pars' per interposta persona». Ma lo scrittore ha anche avvertito i presenti del pericolo che «una legge che limita la libertà di scelta» venga usata «come grimaldello per altre leggi sempre più restrittive delle nostre libertà più preziose». Altro molto citato, e applaudito, il senatore del Pd Ignazio Marino, che ha partecipato alla manifestazione senza salire sul palco. Marino ha salutato «con entusiasmo» le «parole chiare» pronunciate da Dario Franceschini nel giorno in cui è stato eletto segretario del Pd: «Franceschini - ha detto - ha espresso una posizione molto chiara, e cioè che il legislatore deve ragionare con mentalità laica e che non si può mettere in discussione la libertà dei cittadini di scegliere sulle terapie». E ha assicurato che il Pd sta mettendo a punto gli emendamenti. Dal palco Emma Bonino, vicepresidente del Senato, ha criticato la linea seguita dal Pd sull'argomento: «Ho chiesto tante volte in pubblico a Veltroni di partecipare a manifestazioni a favore di una legge laica sul testamento biologico, ma non c'è mai stato niente da fare. Oggi non mi sembra che questa pavidità gli abbia dato buoni risultati». E sulla partecipazione alla giornata: «Non ci hanno concesso piazza Navona, ma qui - ha detto Alberto Flores D'Arcais, direttore di 'Micromega' chiudendo la manifestazione - siamo molti di più che se si fosse riempita quella piazza». Beppino Englaro in serata è stato poi ospite di Fabio Fazio alla trasmissione "Che tempo che fa", dove ha sottolineato come «dire non ad una terapia salvavita non abbia niente a che vedere con leutanasia: è semplicemente lasciare che la natura faccia il suo corso».
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