
CITTADELLA Da una decina danni lAsl 15 ha due ambulatori per gli irregolari. Ma adesso interviene il primo cittadino Massimo Bitonci
| «Caccia ai clandestini davanti agli ospedali»
| | «Nessuno vuole negare lassistenza medica, ma chi non ha il permesso deve essere identificato ed espulso» |
| | Marted́ 27 Gennaio 2009, | Cittadella «Metteremo fuori dagli ospedali i carabinieri o la polizia locale perchè intercettino i clandestini. Non si vogliono negare a nessuno le cure sanitarie, ma non è possibile come prevede attualmente la legge che non venga fatta nessuna segnalazione alle autorità. È una questione di sicurezza pubblica. Se una persona è in clandestinità deve essere inviata ai centri di identificazione per lespulsione. Non vedo proprio perchè dopo le cure non si debba identificare. È una delle assurdità della legge italiana». È questa l'opinione dell'onorevole e sindaco di Cittadella Massimo Bitonci (Lega Nord), in merito alla vicenda sollevata la settimana scorsa dal sindaco forzista di Bassano del Grappa, Gianpaolo Bizzotto, venuto a conoscenza che vengono erogate prestazioni sanitarie ai clandestini. Sia a Cittadella che a Camposampiero, da una decina danni lAsl 15 ha un ambulantorio per gli stranieri che non sono in regola, i clandestini insomma. Principalmente si occupano della diagnosi e della cura di malattie infettive come Tbc, epatite di tipo B e di tipo parassitario, mentre nei pronto soccorso vengono effettuate tutte le prestazioni senza nessun tipo di disparità. L'eventuale segnalazione all'autorità giudiziaria avviene solo nei casi previsti dalla legge a prescindere dalla regolarità o meno della persona. Massima parità tra le persone. La regolarità o la non regolarità non fa differenza. Del resto lo prevede l'ordinamento italiano a cominciare dalla Costituzione Italiana il cui articolo 32 recita: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana". Per quanto riguarda i servizi ambulatoriali è il decreto legislativo del 1998, ossia, il Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a fornire le indicazioni specifiche sull'attività sanitaria anche per i cittadini in Italia in modo non regolare. «Agiamo secondo quanto prevede la legge - spiega Francesco Benazzi direttore generale dell'Asl 15 Alta Padovana - In ogni caso il personale sanitario dei pronto soccorso non può rifiutare di effettuare le prestazioni poichè ciò diventerebbe omissione di soccorso ed il venir meno delle norme di deontologia professionale. Per quanto riguarda gli ambulatori vanno a trattare malattie che interessano la salute pubblica». «Bisogna agire a livello legislativo per sanare questa situazione - continua Massimo Bitonci - So che l'assessore regionale alla sanità è al lavoro, ma non si mancherà di portare questa istanza anche a livello nazionale nelle sedi istituzionali. Le persone irregolari che hanno bisogno di cure le abbiano pure, nessuno vuole negargliele, ma va fatta anche la segnalazione alle autorità affinchè avvenga l'espulsione. Non si capisce proprio la motivazione di questa scelta legislativa». Chissà se anche nella città murata, come avvenuto a Bassano del Grappa da dove la vicenda a preso avvio, ci sarà il presidio degli ambulatori da parte degli agenti della polizia locale. Sta di fatto che un altro fronte si è aperto nella complessa questione dell'immigrazione ed in questo caso che ad essere coinvolta è la salute dei singoli e pubblica, è utile che chi ne ha il potere, agisca in modo intelligente e ragionato. Michelangelo Cecchetto
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