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PIEVE Lunedì prossimo sarà scoperta una targa sul "questore giusto"
Via intitolata a Palatucci
La strada porta alla nuova residenza sanitaria assistita ex Vazzoler

Marted́ 25 Maggio 2010,
Pieve di Cadore avrà presto una strada intitolata a Giovanni Palatucci, una figura storica del Novecento italiano.
      «E’ una strada che porta ad un luogo di sofferenza, la nuova residenza sanitaria assistita per anziani Marmarole, l’ex Vazzoler, che il Cadore aspetta da vent’anni. Porterà il nome di un uomo che ha conosciuto la sofferenza e l’ha combattuta, sino a quando ha potuto» – ha ricordato ieri il sindaco Maria Antonia Ciotti nella solennità del salone della Magnifica comunità di Cadore. Lunedì 31 maggio ci sarà la cerimonia per scoprire la targa, con un corteo che partirà dal municipio alle 16.30. Alle 17 ci sarà il concerto della Fanfara della 132. Brigata corazzata “Ariete”, alle 17.30, all’auditorio Cos.Mo, l’apertura di una mostra su Giovanni Palatucci, ultimo questore di Fiume, che salvò dalla deportazione migliaia di ebrei. Scoperto dai nazisti del comandante Kappler, fu imprigionato. La sua condanna a morte venne trasformata nella deportazione nel campo di Dachau, dove morì.
      «E’ una figura importante , che è stata giustamente rivalutata, di recente. La polizia di Stato sta operando su tutto il territorio nazionale, perché venga riconosciuta l’attività di questo grande uomo, che ha salvato tantissime vite umane» ricorda il vice questore di Belluno Angela Pierobon.
      Il Comune di Pieve ha avuto una particolare sensibilità, negli anni, nel denominare i propri luoghi, ricorda Maria Giovanna Coletti, assessore alla cultura, che aggiunge: «Pieve è l’unico comune della provincia ad avere un monumento agli ex internati. Ogni anno, nel Giorno della memoria, abbiamo una solenne cerimonia. Palatucci, figura storica del Novecento, ben si inserisce in questo contesto».
      Le celebrazioni di lunedì 31 maggio si completeranno con la presentazione del libro “Giovanni Palatucci – il questore giusto” di Piersandro Vanzan e Mariella Scatena, e con lo spettacolo teatrale “Vite strappate” ideato e realizzato da Antonella Ursia.
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